(Montmirail, Marna, 1613 - Parigi 1679) uomo politico e memorialista francese. Appartenente a una famiglia di recente nobiltà, fiorentina d’origine, ebbe una parte rilevante nelle cospirazioni e nella rivolta della Fronda, diretta a sovvertire il potere di Mazarino e della reggente Anna d’Austria. Nel 1652 fu arrestato, ma riuscì a fuggire in Italia dopo una rocambolesca evasione dal castello di Nantes. Poté rientrare in Francia solo dopo la morte di Mazarino (1661), e, ricevuta la ricca abbazia di Saint-Denis, si dedicò alla stesura delle Memorie (Mémoires), pubblicate postume nel 1717. R. capì e descrisse meglio di ogni altro il disordine in cui versava la macchina statale nel periodo che precedette l’avvento di Luigi XIV. Ebbe inoltre notevoli doti di interprete dell’animo umano, e seppe esprimerle in uno stile sontuoso e al tempo stesso incisivo, in un racconto costellato di ritratti veridici e di massime folgoranti.